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Spunti

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Il tempo del soggetto può aprirsi alla trascendenza del desiderio solo se passa attraverso l’esperienza del limite.

Nel mio lavoro clinico ho seguito diversi pazienti giovani che andavano bene al liceo ma che all’università si sono bloccati perché la loro modalità di gestione del tempo, basata sul fare un compito solo quando ci si trova in prossimità della scadenza, non gli aveva più permesso di affrontare lo studio senza essere inondati dall’angoscia.

I sintomi ossessivi e la conversione isterica mostrano risposte diverse alla stessa incidenza della vita pulsionale.

Isteria e nevrosi ossessiva possono essere concettualizzate come due declinazioni diverse della struttura nevrotica, ciò non vuol dire però che siano due linguaggi differenti o due codici contrapposti. Si tratta piuttosto di una torsione che viene impressa alla stessa struttura di linguaggio.

È quanto ci fa notare Freud in un passaggio del Caso clinico dell’uomo dei topi quando sottolinea che la nevrosi ossessiva non sarebbe altro che una sorta di dialetto dell’isteria.

Il Reale rimane sempre come un detrito mnestico e corporeo che nessuna elaborazione simbolica può corrodere fino in fondo.

Nella vita di una persona l’esperienza del Reale non si lascia insabbiare in nessun romanzo familiare, il Reale rimane sempre come un detrito mnestico e corporeo che nessuna elaborazione simbolica può corrodere fino in fondo. Il Reale non può essere trasformato per via metaforica in un elemento che restituisce un più di senso, si configura semmai come una sottrazione di senso e come una interruzione della trasmissione semantica assicurata dalla trama del linguaggio.

Il pensiero clinico di Massimo Recalcati risulta fondamentale per comprendere l'anoressia-bulimia e gli altri nuovi sintomi.

Il pensiero clinico di Massimo Recalcati risulta fondamentale per comprendere l'anoressia-bulimia e gli altri nuovi sintomi che rientrano nella clinica del vuoto.

In numerosi studi clinici Recalcati ha mostrato che nella cura dei nuovi sintomi l’interpretazione semantica non riesce a scongelare l'olofrase che caratterizza il discorso del soggetto. L’intervento decisivo con i nuovi sintomi è il maneggiamento della relazione terapeutica: la relazione terapeutica diventa più efficace dell’interpretazione.

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