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Psicoanalisi e fenomenologia

Il pensiero clinico di Corrado Pontalti illumina il nucleo psicopatologico del borderline.

Il pensiero clinico di Corrado Pontalti risulta fondamentale per intendere il funzionamento borderline. Riflettendo sulla sua lunga esperienza Pontalti ha concettualizzato il nucleo psicopatologico del disturbo borderline come “la paralisi della funzione simbolopoietica” (Cfr. Pontalti, “La separazione nella clinica dei soggetti borderline”, 2010).

Il trauma può essere un'esperienza sconvolgente da cui il soggetto può difendersi costruendosi dei rifugi mentali.

Il trauma evidenzia l’impatto che gli avvenimenti della vita possono svolgere nello sviluppo dell’identità e nell’origine dei fenomeni psicopatologici. Il trauma rappresenta l’alterazione e la disarmonia sempre possibile tra il soggetto e il suo mondo (affettivo, relazionale, fisico, ecc.).

Nella psicopatologia classica il sentimento di estraneità (BEfremdung) che lo psichiatra prova di fronte all’“estraneazione” (ENTfremdung) del suo paziente è stato il criterio con cui definire l’incomprensibilità della psicosi.

Nella psicopatologia classica il “sentimento di estraneità” (BEfremdung) che un clinico prova di fronte all’“estraneazione” (ENTfremdung) del suo paziente è stato il criterio con cui definire l’incomprensibilità della psicosi. Tale atteggiamento però ha relegato lo psicotico in un mondo a noi estraneo, inaccessibile.

Dove l’esistenza non è ancora mondo

Il legame tra fenomenologia e psicoterapia non è scontato, sebbene la psicopatologia fenomenologica si sia configurata sin dai suoi albori come un’innovazione epistemologica e metodologica dell’incontro con il malato mentale. L’orientamento fenomenologico in psicopatologia pone in rilievo la dimensione del vissuto soggettivo: la malattia mentale non viene osservata dall’esterno come se fosse un mero fenomeno biologico, ma viene interrogata come l’indice semantico del percorso esistentivo di un paziente.
Umore, emozioni e affetti

L’umore comprende la parte emotiva della nostra esistenza; l’umore entra in risonanza e in dialettica con la dimensione affettiva. L’umore indica uno stato emotivo privo di un "oggetto intenzionale", mentre l’affetto esprime il legame che si istituisce tra le emozioni e un "oggetto intenzionale".
 La perdita dell’evidenza naturale

Studiare i classici della psicopatologia fenomenologica è ancora oggi un esercizio ineludibile tanto per ogni apprendista in psicoterapia quanto per ogni clinico di lunga esperienza. Tra le pietre miliari della letteratura antropo-fenomenologica spicca La perdita dell’evidenza naturale di Wolfgang Blankenburg, un testo che ci permette, ancora oggi, di confrontarci con la questione clinica della psicosi.
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