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Psicoanalisi lacaniana

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L’isterica si presenta come un soggetto diviso che vacilla e che interroga il padrone per estrarre un sapere.

Nel suo discorso il soggetto isterico si sente escluso dal luogo dell'Altro. La posizione isterica si configura infatti come un'eccezione rispetto a ogni presa simbolica dell'Altro.

Nella prospettiva psicoanalitica di Lacan l'isterica si lamenta di sentirsi esclusa dall'Altro però, allo stesso tempo, ogni mossa relazionale dell'Altro per avvicinarsi la lascia sempre insoddisfatta

Enunciato ed enunciazione mostrano la divisione radicale tra coscienza e inconscio.

In un percorso psicoanalitico il soggetto sembra muoversi sul crinale tra significante e significato, perlomeno fino a quando non inciamperà nell'esperienza del Reale. Nella prima fase dell’insegnamento di Lacan la parola sembra restituire al soggetto il senso della sua esperienza: la relazione con l’Altro del linguaggio può ricongiungere il soggetto a quel capitolo che era rimasto censurato nell’inconscio. Nelle successive scansioni del percorso di Lacan però il luogo del soggetto viene diviso e separato dalla possibilità di realizzarsi in modo esaustivo nella parola.

Con il Seminario XI Lacan dedica la sua attenzione ai quattro concetti fondamentali freudiani: l’inconscio, la ripetizione, il transfert e la pulsione.

L'inconscio e la sovversione del soggetto non vanno intese come il semplice capovolgimento della propria immagine. La vera posta in gioco della sovversione del soggetto chiama in causa la dimensione Reale dell'inconscio che consiste in una pulsazione che fa saltare il gioco combinatorio dei significanti.
 
Con il Seminario XI Lacan dedica la sua attenzione ai quattro concetti fondamentali freudiani: l’inconscio, la ripetizione, il transfert e la pulsione. Ai quattro concetti fondamentali Lacan aggiunge due altri termini: il soggetto e il reale [Lacan (1964), Il seminario XI, p. 21].
Oggi possiamo contestualizzare la psicoanalisi di Lacan nell'ambito delle psicoterapie psicodinamiche.

La psicoanalisi di Jacques Lacan si contraddistingue per originalità e complessità. Negli scritti e nei seminari di Lacan troviamo una enorme quantità di riferimenti teorici e clinici che possono guidarci nella pratica psicoanalitica.
 
La conduzione della cura psicoanalitica ad orientamento lacaniano è caratterizzata da una notevole flessibilità che rimane tuttavia ancorata a una rigorosa concettualizzazione della struttura del soggetto e dei principi terapeutici.
Nella cura psicoanalitica la verità del soggetto si manifesta anche nella relazione transferale.

Nella cura psicoanalitica il transfert segna l'inizio di un viaggio alla scoperta della propria verità. E si tratta di una verità che viene ricostruita ripercorrendo la propria storia

Le diagnosi sono storie, storie che intrecciano ripetizione e cambiamento. Esiste un aspetto stabile della struttura del soggetto, ma la struttura non dice l'ultima parola né sul destino del soggetto né sulla verità che attraversa la sua vita.

Nella psicoanalisi lacaniana la forclusione del Nome-del-Padre indica l'assenza della funzione del Terzo nel rapporto tra soggetto e Altro.

La forclusione del Nome del Padre è il concetto inventato da Jacques Lacan per indicare il nucleo psicopatologico della psicosi.

La psicosi insieme alla nevrosi e alla perversione è una delle tre strutture soggettive. Per concepire la struttura psicotica Lacan ci propone l'esempio di uno sgabello a tre piedi: se manca uno dei tre piedi lo sgabello avrà bisogno di una compensazione o di una supplenza per potersi sostenere. La forclusione del Nome del Padre consiste proprio nell'assenza di uno dei tre piedi.

Nell’angoscia ci sfugge il senso delle intenzioni dell'Altro e non sappiamo più ritrovare la bussola per orientarci in quello che stiamo provando.

L'angoscia si presenta sempre quando ci troviamo di fronte all'enigmaticità del desiderio dell'Altro. L'angoscia ci destabilizza perché non abbiamo punti di riferimento per interpretare cosa l'Altro vuole da noi. Inoltre mentre proviamo angoscia non ci sentiamo padroni del turbamento che offusca i nostri pensieri e invade tutto il corpo.

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