L’esercizio dell'immaginazione è collegato al lavoro scientifico: è quanto sostiene Max Black in un saggio intitolato Modelli e archetipi, contenuto nel suo libro Modelli, archetipi e metafore (Pratiche editrice, 1992).
La psicopatologia è una disciplina che organizza il sapere sui sintomi, le malattie e le sindromi che caratterizzano l’esperienza mentale dell’essere umano.
Nel libro Il vescovo e il ciarlatano di Giorgio Manganelli troviamo una serie di saggi che lo scrittore ha dedicato al rapporto tra psicoanalisi e letteratura, tra inconscio e opera d’arte.
Nell’insegnamento di Lacan il discorso è una struttura di elementi che prova a tenere insieme la dimensione del significante e quella del godimento, ossia la parte della nostra vita che riesce a essere rappresentata e condivisa e quella invece che ci rimane appiccicata addosso come un vissuto sensoriale ed emotivo che risulterà sempre intraducibile.
Il libro Teoria e clinica del trauma dissociativo di Giuseppe Craparo offre innumerevoli indicazioni per la comprensione e il trattamento del trauma.
Il volume Sconfinamenti recalcatiani esplora l’esperienza teorica e clinica di Jonas come luogo di invenzione di una nuova lingua della psicoanalisi, nata dal confronto diretto con i Nuovi Sintomi e con le trasformazioni del discorso sociale contemporaneo.
Il tema della psicosi mi riporta al secondo anno di Università a Urbino, quando per la prima volta, in occasione di un seminario organizzato dal Prof. Guido Sala (docente di Psicologia dinamica), sentii parlare Arnaldo Ballerini e Mario Rossi Monti della perdita dell’evidenza naturale.
La testimonianza è sempre singolare perché non riguarda l’identificazione, ma l’assunzione della singolarità del proprio Reale pulsionale.
Nella scrittura del caso possiamo individuare tre livelli in cui il clinico è chiamato a compiere degli atti.
Nel libro Il vuoto e il fuoco Massimo Recalcati espone una teoria sintetica della clinica psicoanalitica delle organizzazioni.
Nel romanzo L’anniversario di Andrea Bajani troviamo una rappresentazione efficace della funzione simbolica del discorso.
Leggere Storia della follia a vent’anni è quasi una folgorazione perché ribalta tutti quei pregiudizi sulla malattia mentale che ancora oggi condizionano la nostra visione.
Possiamo considerare Clinica del vuoto come un testo sull’amore perché affronta la questione di andare oltre l’“antiamore” dei nuovi sintomi.
Clinica del vuoto è un libro di Massimo Recalcati che è stato pubblicato nel 2002, appena prima della nascita di Jonas.
Il libro La luce e l’onda di Massimo Recalcati è dedicato alla vita della scuola, in particolare alla dimensione creativa che attraversa la scuola.
Il mio cammino in Jonas mi ha sostenuto anche in altre esperienze cliniche spingendomi a riformulare alcuni aspetti della teoria e della pratica psicoanalitica.
La cura psicoanalitica punta a risvegliare il desiderio del soggetto. L'esperienza clinica mostra che il soggetto nevrotico si difende dal desiderio attraverso un filtro fantasmatico che interpone tra sé e l'Altro.
Il concetto di atto analitico è fondamentale per intendere il cambiamento che avviene alla fine di un’analisi.
Nell’ascolto della storia delle persone che incontriamo in analisi dobbiamo tener conto di quegli eventi che hanno scandito il loro percorso esistentivo segnando la presenza di un prima e un dopo.
Ossessione e preoccupazione possono essere intese come due modi per ostacolare la creatività dell’inconscio.
"Una danza che crea" e "un analista che sa giocare/sognare col paziente" sono due metafore concettuali che possono orientarci nella lettura del libro Menti che si svelano. Caratteristiche e funzioni della self-disclosure dell'analista di Giuseppe Craparo.
Si è concluso da poco il ciclo di seminari del Dipartimento Clinico dell’IRPA. Nel 2025 gli incontri sono stati dedicati al tema de “I grandi paranoici”.
La distinzione tra dolore di esistere e dolore dovuto alla perdita è una questione centrale nella clinica della melanconia.
Nell’esperienza traumatica ci accorgiamo tutti quanto la tensione psichica, che ci fa tenere insieme i vari aspetti della nostra vita, sia dipendente dal contesto relazionale e dalle coordinate simboliche del mondo in cui viviamo.
Tra le pietre miliari della letteratura antropo-fenomenologica troviamo La perdita dell’evidenza naturale (1971) di Wolfgang Blankenburg, un testo che ci permette, ancora oggi, di accostarci alla questione clinica della psicosi.
Trovo il suo libro molto interessante e di grande accuratezza nelle spiegazioni.
Possiamo collegare la mentalizzazione alla prospettiva linguistica degli speech acts che sono stati concettualizzati da Austin.
Lo psicoanalista Christopher Bollas ci permette di cogliere l’importanza della funzione del sogno nel lavoro clinico con i pazienti borderline.
La particolarità dello sciame borderline consiste nel fatto che il soggetto si trova in una posizione immaginaria, ma questa posizione non coincide con quella del fallo immaginario.
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La pratica psicoanalitica di Nicolò è caratterizzata dal confronto costante con la ricerca scientifica più aggiornata.
Allo stesso tempo dedica una particolare attenzione alla dimensione creativa del soggetto.I suoi ambiti clinici e di ricerca riguardano la cura dei nuovi sintomi (ansia, attacchi di panico e depressione; anoressia, bulimia e obesità; gioco d’azzardo patologico e nuove dipendenze) e in particolare la clinica borderline.












