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Psicoanalisi lacaniana

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L’obiettivo è che la domanda iniziale del paziente si rivolga alla questione enigmatica che affiora tra le maglie del sintomo.

Il transfert e la domanda transitiva di guarigione

In un’analisi l’apertura dell’inconscio non si esaurisce nella presenza dei sogni, lapsus, etc., ma richiede che alla sofferenza del sintomo venga supposta una significazione. Per esempio, si può verificare il caso in cui un paziente inizi a raccontare molti sogni e che mostri una curiosità soggettiva per i contenuti emersi, senza però manifestare l’idea che il sogno significhi qualcosa che concerne il proprio disagio. 

L’avvio del transfert consiste nella manifestazione delle formazioni dell’inconscio, ma anche nel fatto che il soggetto supponga che esse vogliano dire qualcosa. «Ogni analisi inizia con la ricerca della causa. Nel concetto stesso di "sintomo analitico" è presente un perché: “Perché è così?”» [J.-A. Miller (1987), Come si inventano nuovi concetti in psicoanalisi, in Introduzione alla clinica lacaniana, p. 51].
 
 
Indice

L'instaurarsi del transfert

L’instaurarsi del transfert generalmente richiede un tempo che viene riservato ai colloqui preliminari. Se il soggetto che chiede una cura può essere diagnosticato come un nevrotico, allora il focus dei colloqui preliminari viene centrato sul passaggio in cui cambia l’atteggiamento del paziente nei confronti del sintomo. Si tratta di un passaggio che va dal lamento sul sintomo alla verità insita nel sintomo:

il “sintomo-disturbo” si trasforma in un “sintomo-questione” in cui il soggetto è coinvolto e rappresentato, sebbene non ne sappia il motivo.

Nella fase preliminare l’obiettivo verso cui si vuole condurre il paziente è il raggiungimento di un modo diverso di interrogare il sintomo e di intendere la cura.

Per qualche spunto in più guarda questo video sul transfert come romanzo e come lettera:

 

 

 

La domanda transitiva di guarigione 

La «domanda transitiva di guarigione» è una domanda di aiuto che richiede una «soggettivazione», ossia che il soggetto sofferente decida di voler conoscere la causa della propria sofferenza (Cfr. C. Soler, Concludere i preliminari, in Aa.Vv., Come iniziano le analisi, p. 70).

La soggettivazione inizia già con il processo in cui la domanda di cura si trasforma in una domanda di sapere: la domanda iniziale del paziente si rivolga alla questione enigmatica che affiora tra le maglie del sintomo.

I colloqui preliminari vengono così intesi come un percorso che va «dalla domanda di trattamento al trattamento della domanda» (Cfr. H. Freda, Psicoanalisi e tossicomania, 2001).

«A questo riguardo la prima domanda è in genere una domanda transitiva di riassorbimento del sintomo: farlo cessare, una domanda di cure. La domanda di transfert è già una trasformazione di questa domanda. Diciamo che il transfert dà al “non va” il senso del soggetto; è un modo di dire “la rettificazione soggettiva” evocata da Lacan ne La direzione della cura» (C. Soler, Concludere i preliminari, in Aa.Vv., Come iniziano le analisi, p. 74).

 

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L'analizzante e la rettifica soggettiva
 

In tale questione l’analizzante vi deve riconoscere una implicazione soggettiva, ovvero il lavoro dell’analizzante è propriamente analizzante quando l’enigma del sintomo diventa l’enigma del soggetto:

la verità insita nel sintomo-questione diventa un indicatore della posizione ex-sistentiva del soggetto.

«Il termine analysant (analizzante) è stato coniato da Lacan proprio per evidenziare come l’esperienza dell’analisi non possa prescindere dall’implicazione etica del soggetto in analisi. La psicoanalisi non è dunque una cura che si applica ad un soggetto (analizzato) ma coincide con il lavoro del soggetto in quanto, appunto, analizzante» [M. Recalcati, Anoressia-bulimia: il trattamento della domanda, in M.T. Maiocchi (a cura), Il lavoro di apertura. Per una strategia dei preliminari, p. 134]

È in questa scansione logica che il dire dell’analizzante si trasforma in una calamita narrativa. In questo passaggio il sapere non saputo si annoda con il paradosso soggettivo di una soddisfazione che forza le porte del buon senso.

La cosiddetta «rettificazione dei rapporti del soggetto col reale» che Lacan indica ne La direzione della cura sottolinea appunto questo passaggio preliminare di una soglia, passaggio necessario affinché il paziente diventi l’analizzante del messaggio inconscio veicolato dal sintomo [Cfr. J. Lacan (1958), La direzione della cura e i principî del suo potere, in Scritti, vol. II, p. 593].

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