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Empatia e Immaginario nella clinica borderline

Empatia e Immaginario nella clinica borderline

EMPATIA E IMMEDESIMAZIONE. Nel lavoro clinico la parola empatia va intesa come scoperta dell’Altro e non va quindi confusa con l’immedesimazione nell’altro. Nella cura del paziente borderline possiamo trovarci di fronte a un soggetto che ci chiede di essere aiutato immedesimandoci nel suo vissuto, un vissuto emotivo che diventa spesso estremamente disperato e dilagante.

Se al funzionamento borderline si aggiunge anche un comportamento tossicomanico, ci troveremo facilmente nella situazione in cui il paziente da un lato ci chiederà di essere capito fino in fondo e dall’altro ci ricorderà che se noi non siamo stati tossicomani allora non potremo comprenderlo veramente perché per capire un’altra persona occorre aver sperimentato direttamente quello che quella persona ha vissuto.

IMMAGINARIO E NARCISISMO. Questo aspetto della relazione, in ambito lacaniano, viene concettualizzato come il piano Immaginario. L’Immaginario rimanda allo stadio dello specchio ed è quel piano della relazione che si basa sul rapporto narcisistico con l’altro.

In una relazione immaginaria l’altro viene relegato alla semplice funzione di doppione speculare in cui riconoscersi.

In particolare, nelle relazioni il borderline si aspetta che gli altri debbano riflettere il suo vissuto più intimo e offrirgli quindi un rispecchiamento emotivo. Però il rispecchiamento emotivo è molto fragile e illusorio, come ogni rappresentazione narcisistica di sé e dell’altro.

IL RISPECCHIAMENTO IMPOSSIBILE. Il rispecchiamento emotivo è ben diverso dal contenimento che può essere trasmesso attraverso la dimensione relazionale del Simbolico. Ma all’inizio di una cura il borderline sembra non aver tempo (e fiducia) da dedicare al Simbolico e allora appare tutto preso dalla necessità di ricevere aiuto solo su un piano Immaginario.

L’immedesimazione immaginaria ricercata dal borderline non consente però l’instaurarsi di un vero rapporto empatico, perché l’empatia si realizza innanzitutto nell’incontro tra due soggettività e due vissuti emotivi che risulteranno sempre incomparabili.

EMPATIA E ALTERITÀ. Empatia è la possibilità di entrare in risonanza con l’Altro senza ridurlo al Medesimo, empatia è lasciare che l’Altro sia testimone di un’alterità assoluta, quell’alterità che fa risuonare in noi la sensazione di aprirci all’incontro con qualcuno che è veramente Altro e grazie a questo estremamente vicino.

DALLA FIDUCIA ALL’EMPATIA. Il paziente borderline potrà assaporare questa possibilità di incontro quando inizierà a sviluppare la fiducia necessaria per sostare nella relazione con l’Altro, con un Altro che avrà saputo testimoniare la differenza rispetto a tutti gli Altri traumatici che hanno connotato lo sciame emotivo in cui è cresciuto.


Per qualche spunto in più guarda questo video sullo sciame borderline.

 

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Psicoterapeuta Torino
Nicolò Terminio, psicoterapeuta e dottore di ricerca, lavora come psicoanalista a Torino.
La pratica psicoanalitica di Nicolò è caratterizzata dal confronto costante con la ricerca scientifica più aggiornata.
Allo stesso tempo dedica una particolare attenzione alla dimensione creativa del soggetto.
I suoi ambiti clinici e di ricerca riguardano la cura dei nuovi sintomi (ansia, attacchi di panico e depressione; anoressia, bulimia e obesità; gioco d’azzardo patologico e nuove dipendenze) e in particolare la clinica borderline.

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