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Psicoanalisi lacaniana

Nella separazione l’Altro non è messo più in gioco come luogo del significante ma come l’Altro del desiderio.

Alienazione e Separazione nella cura psicoanalitica lacaniana

Alienazione e separazione non sono soltanto due tempi logici che indicano la costituzione del soggetto in relazione all’Altro, ma sono anche due momenti dell’esperienza analitica.

Ritroviamo la logica dell’alienazione nella scelta che il soggetto fa rispetto alla dimensione del senso. Il soggetto entra nella dimensione del senso quando si chiede: “Che cosa vuol dire?”. È la questione che inaugura il campo dell’Altro come luogo del senso, come destinatario a cui rivolgere la questione del senso.

Transfert

In seduta la questione che attraversa il tempo dell'alienazione entra in scena quando il soggetto si interroga sul senso dei sintomi, e questo è un esempio della connessione tra il soggetto e l’Altro, tra il Reale e il Simbolico.

Si tratta di un nodo che trova la sua consistenza per via di un enigma, di un interrogativo sul significante che non è disponibile, rimosso potremmo dire in termini psicoanalitici.

L’attivazione del transfert in quanto soggetto supposto sapere si configura come l’innesto della dimensione del senso nel Reale del soggetto.

Quando invece la manifestazione del soggetto imbocca la via dell’essere allora assistiamo alla sparizione del soggetto dalla catena significante e il soggetto appare come un non-senso, come un rigetto del senso.

La tuché che si realizza nel transfert è un modo in cui il soggetto si manifesta (si separa) al di là dei significanti che hanno caratterizzato (alienato) la sua trama esistentiva.

In questa accezione il transfert è un avvento dell’essere del soggetto che appare al di là della sua iscrizione nel campo dell’Altro. Il transfert come chiusura dell’inconscio è dunque un momento di separazione.

Per qualche spunto in più guarda questo video sul transfert come soggetto supposto sapere e pulsazione dell'inconscio:


 

Colloqui prelimininari e inizio dell'analisi 

Nei colloqui preliminari l’alienazione si configura come una processualità che rivela il meccanismo di entrata in analisi, l’alienazione è l’indice della trasformazione dell’analizzando in analizzante.

La fase preliminare di una cura è un processo molto delicato, in alcuni casi più difficile di altri. In una cura psicoanalitica è ad ogni modo necessario che un soggetto possa mettere in funzione il meccanismo dell’alienazione. E i colloqui preliminari sono essenzialmente votati a questa prima apertura dell’inconscio.

Se nell’alienazione il soggetto si rivolge all’Altro per la ricerca del senso e chiede una risposta alla questione: “Che cosa vuol dire il mio sintomo?”, nella separazione l’Altro viene coinvolto su un’altra questione: “Lei mi dice questo, ma perché me lo dice? Che vuole da me?”.

Nella separazione l’Altro non è messo più in gioco come luogo del significante ma come l’Altro del desiderio: in questo secondo momento logico il soggetto si indirizza alla mancanza dell’Altro.

Per qualche spunto in più guarda questo video sulle due anime del desiderio:


 

Significante e desiderio

Alienazione e separazione sono quindi due momenti differenziabili e articolati della cura: nella prima osserviamo la concatenazione dei significanti, mentre nella seconda l’emergenza della cifra pulsionale dell’esperienza del soggetto.

Una cura consiste nell’elaborazione di una strategia soggettiva per vivere la dimensione costitutiva del soggetto che è diviso dal significante e aperto al desiderio dell’Altro.

Con le parole di Lacan diciamo che in una cura «riportiamo l’attenzione sul desiderio, perché non va dimenticato che, ben più autenticamente di qualsiasi ricerca d’ideale, è lui a regolare la ripeti­zio­ne significante del nevrotico e la sua metonimia. […] Per accedere a questo punto aldilà della riduzione degli ideali della persona, è come oggetto a del desiderio, come ciò che egli è stato per l’Altro nella sua erezione di vivente, come il wanted o l’unwanted della sua venuta al mondo, che il soggetto è chiamato a rinascere per sapere se vuole ciò che desidera… Ecco la sorta di verità che con l’invenzione dell’analisi Freud portava in luce» [J. Lacan (1960), Nota sulla relazione di Daniel Lagache: “Psicoanalisi e struttura della personalità”, in Scritti, pp. 678-679].

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