E-mail
info@nicoloterminio.it
Telefono
Via Barbaroux, 9
10122 Torino

Psicoanalisi lacaniana

L’Uno e l'Altro in psicoanalisi

L’Uno e l'Altro in psicoanalisi

Nella psicoanalisi lacaniana l’Uno è ciò che non si rapporta a niente e rispetto a cui il soggetto si costituisce come risposta che inventa l’Altro. È a tal proposito che diventa più opportuno riferirsi non al concetto di soggetto ma a quello di parlessere, termine che Lacan introduce per pensare non al vivente fatto dal rinvio dell’articolazione significante, quanto al vivente fatto dalle incisioni di uno "sciame di significanti" che rappresentano “l’irruzione di uno statuto del godimento radicalmente eterogeneo e non articolato-articolabile all’Altro”.[1] Il parlessere non è in rapporto con il linguaggio ma con "lalingua”, altro neologismo lacaniano per indicare lo spostamento dal paradigma Tutto-Eccezione.

Si potrebbe rappresentare questo passaggio verso la concezione della lalingua con l’ausilio di un semplice diagramma. Si prenda un quadrato e lo si divida in quattro parti. Nel quadrante superiore sinistro si inscriva il TUTTO, nel quadrante in alto a destra si collochi l’UNO-ECCEZIONE, a sinistra in basso si metta il NON-TUTTO e in basso a destra si ponga l’UNO-SOLO.

Se immaginiamo di guardare il diagramma in orizzontale vediamo che nelle posizioni superiori sono rappresentati i termini di una dialettica che anima il rapporto tra Uno e Altro. Tale dialettica è caratterizzata da una concezione del linguaggio come Tutto bucato dall’Eccezione: non esiste catena significante senza eccezione, né eccezione senza catena significante. Qui la dialettica è già costituita e nel proprio funzionamento contempla la discontinuità da cui ha preso avvio. Il soggetto è pensato a partire dal linguaggio e il trauma a partire dalla trama.

Se rivolgiamo lo sguardo ai termini situati nei quadranti inferiori osserviamo un non-rapporto, una disconnessione originaria dell’Uno-tutto-solo che “non partecipa a niente ma al quale al contempo l’essere umano non può non rapportarsi”.[2] Il Non-Tutto indica degli elementi inarticolati e implica la dispersione del senso invece che la dimensione semantica promossa dall’articolazione significante. L’inciampo dell’Uno-tutto-solo non è in relazione alla trama dei significanti e non costituisce un effetto che produce scansione o discontinuità nella dinamica del senso.

L’Uno-tutto-solo implica una revisione dello statuto del linguaggio che non può essere concepito solo come articolazione di elementi significanti ma anche come rumore di non-senso che non rinvia ad altro. Il Non-Tutto indica dunque l’erranza e la deriva dei significanti non articolati e l’Uno-tutto-solo si riferisce all’autismo pulsionale. Qui il soggetto diventa parlessere e il linguaggio assume i connotati de lalingua: non è più il trauma a presupporre l’innesto e l’articolazione di una trama, ma è la trama che si configura come possibile trattamento dell’Uno-tutto-solo. Cambia allora lo statuto dell’Altro: l’Altro è una risposta al trauma.
 
 
 
 

[1] A. Pagliardini, Jacques Lacan e il trauma del linguaggio, introd. di R. Ronchi, Galaad 2011, p. 161.
[2] Ivi, p. 188.


Per un approfondimento su l'Uno e l'Altro nella pratica psicoanalitica si rimanda al libro Teoria e tecnica della psicoanalisi lacaniana

 
nicolo-terminio-psicologo-psicoterapeuta-torino.png
Contatti
Via Barbaroux, 9
10122 Torino

info@nicoloterminio.it

+39 011 0437843

Continuando la navigazione accetti l’utilizzo dei cookies.

Approvo
© 2019 Nicolò Terminio
P. Iva 01754780854
home  sitemap  privacy  cookie  seo