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L’identificazione canzonatoria è una difesa, la disidentificazione psicoanalitica comporta invece l’assunzione del marchio identificatorio.

Codice identificativo e tessera inconscia della scimmiottatura

Il codice identificativo e la tessera inconscia della scimmiottatura sono il rifiuto e la proiezione sugli altri di alcuni aspetti di sé. La scimmiottatura è una forma di difesa dall’identificazione con un altro che non si approva e da cui si è tuttavia attratti.

Tra le letture che possiamo fare sul rapporto tra identificazione e scimmiottatura c’è un articolo dello psicoanalista Octave Mannoni che ci presenta diversi spunti su cui riflettere. L’identificazione ci viene mostrata non come un fatto patologico ma come un elemento essenziale della formazione della nostra personalità.

L’originalità del contributo di Octave Mannoni consiste nel far funzionare l’identificazione in rapporto alla disidentificazione [cfr. O. Mannoni (1985), “La disidentificazione”, in Il difetto della lingua, trad. it. di E. Pasini e M. Porro, Pratiche, Parma 1988, pp. 15-39].

È in questa opposizione polare tra identificazione e disidentificazione che può eventualmente darsi una declinazione patologica.

 

Identificazione e disidentificazione

INCONSCIO. Mannoni sottolinea che l’identificazione è inconscia e nella cura psicoanalitica un paziente può simbolizzarla soprattutto attraverso la disidentificazione che è un processo in cui ci si scopre identificati con qualcun altro.

L’identificazione inconscia è impossibile renderla conscia se non passando attraverso la disidentificazione.

Attenzione però a non confondere la disidentificazione con la semplice presa di coscienza della propria identificazione, non basta infatti accorgersi dell’identificazione per distanziarsene, per separarsene e per soggettivarla.

TRATTO UNARIO. Un’altra annotazione di Mannoni riguarda il fatto che l’identificazione è un modo di pensare che non ha bisogno di essere giustificato.

Nella cura psicoanalitica non basta cercare la causa dell’identificazione, cioè il perché o la contingenza in cui si è instaurata. In un percorso psicoanalitico lo sviluppo del discorso del paziente può avvenire cercando di chiarire il come dell’identificazione.

L’identificazione non è di per sé stessa interpretabile.

Nell’insegnamento di Lacan l’identificazione viene infatti ricondotta al tratto unario e l’interpretazione si realizza piuttosto nella disidentificazione, quindi in una simbolizzazione del marchio originario che aveva prodotto la matrice identificatoria del soggetto.

Per qualche spunto in più guarda questo video sul diventare Reale. 

Scimmiottatura vs soggettivazione

FORZA DEL CARATTERE. Un altro spunto interessante riguarda il rapporto tra identificazione e forza del carattere. Mannoni sottolinea che una facilità a identificarsi sarebbe il segno di una debolezza del carattere, invece l’attitudine a disidentificarsi sarebbe all’origine della forza del carattere.

Il contributo speciale della cura psicoanalitica consiste allora non nel fornire nuove identificazioni e nell’insegnamento di nuove abitudini ma nel produrre degli effetti di disidentificazione.

SCIMMIOTTATURA. C’è ancora un'ultima angolatura attraverso cui Mannoni considera l’identificazione e riguarda il rapporto tra identificazione e scimmiottatura.

Lo scherno e la scimmiottatura sono modalità aggressive per rifiutare l’identificazione, sono un tentativo per sfuggire all’identificazione

L’identificazione canzonatoria è una difesa da qualcosa verso cui si prova attrazione e che cattura.

L’identificazione è una cattura perché colui che si identifica crede forse di catturare l’altro ma è lui veramente a venire catturato. Per non essere catturato allora c’è qualcosa che si può fare ed è, invece di identificarsi, fare un’imitazione o una scimmiottatura.

Nella scimmiottatura è come se attraverso l’identificazione si dicesse “vedi io sono come te”, ma allo stesso tempo si opera anche una disidentificazione in cui si dice “guarda come sei, io faccio le smorfie che fai tu e te le restituisco”.

Mannoni parla dello scherno sottolineando che è un’identificazione rifiutata e rispedita al mittente.

La scimmiottatura esprime la tendenza a identificarsi con qualcuno, qualcuno che non si approva: si riproducono le movenze, i gesti e la parlata per sbeffeggiare l’altro con cui tuttavia ci si identifica.

Per non identificarsi con qualcuno, che non si approva e da cui si è inconsciamente attratti, si può allora scimmiottarlo. Lo scherno è un modo per dirgli: “ecco sei tu, non sono io. Ti mostro quel che sei. Io non sono identificato con te”.

Per qualche spunto in più guarda questo video sulle trappole del narcisismo in amore.

DOPPIONE. Possiamo osservare che l’identificazione canzonatoria, la scimmiottatura o lo scherno non sono delle vere e proprie pratiche simboliche che rimandano alla sublimazione artistica.

Lo scherno rimane fissato a un piano speculare-narcisistico dove è in gioco il rapporto dell’io con l’altro con cui si identifica.

Nella scimmiottatura viene mossa l’emotività ma non c’è un rapporto con il Reale dell’esistenza.

L’identificazione canzonatoria è un rapporto con un doppione da cui ci si sente attratti e da cui ci si vergogna di essere attratti e allora si cerca di superare questa vergogna sbeffeggiando l’altro. È una strategia immaginaria in cui il moto aggressivo verso l’altro non libera comunque il soggetto e non lo conduce verso la propria verità.

SOGGETTIVAZIONE. Ben diverso è l’approccio psicoanalitico all’identificazione. La psicoanalisi trova molti punti di sovrapposizione con l’operazione simbolica compiuta dalle vere pratiche artistiche.

La psicoanalisi come l’arte punta a soggettivare il rapporto con le proprie identificazioni, evitando però di scadere nello scherno immaginario dell’identificazione canzonatoria.

L’identificazione canzonatoria è una difesa dall’identificazione, la disidentificazione psicoanalitica comporta invece l’assunzione del marchio identificatorio.

In una cura psicoanalitica il soggetto si assume la responsabilità dei propri tratti identificatori invece di proiettare all’esterno ciò che non approva di sé e che viene rievocato dall’altro.

Nella cura psicoanalitica il rapporto tra identificazione e disidentificazione non scivola verso la difesa ma apre una possibilità evolutiva.

La disidentificazione della psicoanalisi è differente dalla disidentificazione dello scherno perché non è un rifiuto ma un riconoscimento del proprio marchio identificatorio.

La soggettivazione è possibile solo passando per il riconoscimento simbolico dei propri tratti identificatori.

Nella scimmiottatura questi tratti identificatori vengono invece vissuti come qualcosa che non riguarda sé stessi ma soltanto l’altro. E purtroppo, è proprio grazie al camuffamento di questa verità inconscia che l’identificazione canzonatoria ha tanta presa sul narcisismo dello spettatore.

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Per qualche spunto in più guarda questo video su conflitto, scelta del desiderio e responsabilità. 

Per approfondire, tra i libri di Nicolò Terminio, si rimanda a:

Nicolò Terminio è Psicologo e Psicoterapeuta a Torino. È specializzato nella cura di ansia, cura attacchi di panico, cura depressione, cura anoressia, cura bulimia e obesità, cura gioco d’azzardo patologico e cura disturbo borderline di personalità a Torino.
Nicolò Terminio, psicoterapeuta e dottore di ricerca, lavora come psicoanalista a Torino.
La pratica psicoanalitica di Nicolò è caratterizzata dal confronto costante con la ricerca scientifica più aggiornata.
Allo stesso tempo dedica una particolare attenzione alla dimensione creativa del soggetto.
I suoi ambiti clinici e di ricerca riguardano la cura dei nuovi sintomi (ansia, attacchi di panico e depressione; anoressia, bulimia e obesità; gioco d’azzardo patologico e nuove dipendenze) e in particolare la clinica borderline.

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