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Nel modello della Dialectical Behaviour Therapy (DBT) il borderline va aiutato a superare la disregolazione emotiva.

Cosa significa essere borderline: Linehan vs Kernberg

Marsha Linehan e Otto Kernberg sono due autori fondamentali per chiunque si accosti allo studio del disturbo borderline di personalità.

Sebbene entrambi considerino particolarmente rilevante l'incidenza della relazione con l'Altro nello sviluppo del disturbo borderline, le loro teorie si differenziano notevolmente sul significato "biologico" che attribuiscono al disturbo basale del borderline.

 

Aggressività borderline?

Nel suo percorso di ricerca Marsha Linehan ha incrociato più volte Otto Kernberg, lo psicoanalista vivente più citato al mondo e l’autore che ha dato un’impostazione strutturale alla diagnosi psicodinamica della personalità.

Ancora oggi ritroviamo l’impostazione di Kernberg alla base della suddivisione dei livelli di funzionamento nevrotico, borderline e psicotico del PDM-2, il più aggiornato e condiviso manuale diagnostico in ambito psicodinamico [Cfr. V. Lingiardi, N. McWilliams N. (a cura), PDM-2. Manuale Diagnostico Psicodinamico, Cortina, Milano 2018].

Gli studi di Kernberg sono noti innanzitutto per la loro applicazione alla clinica borderline e già negli anni Ottanta del secolo scorso, mentre la Linehan svolgeva ancora le prime ricerche, Kernberg era un’autorità riconosciuta a livello internazionale.

Il primo contatto tra la galassia Kernberg e quella della Linehan è avvenuto attraverso la mediazione di Charles Swenson che era un allievo e collaboratore di Kernberg. A metà del 1991, la Linehan, durante il suo anno sabbatico, venne invitata a trascorrere qualche mese al Weill Cornell Medical College di New York dove Kernberg dirigeva tredici programmi di degenza e quello per la cura dei pazienti borderline era l’unità di punta dell’ospedale.

Nella sua autobiografia la Linehan descrive Kernberg come una delle persone più gentili che abbia incontrato.

La Linehan non ha però parole dolci per il modello psicoanalitico di Kernberg che considera come la riproposizione di un sapere che schiaccia il soggetto.

La Linehan racconta infatti un paio di episodi in cui si è trovata direttamente coinvolta nell’ascolto di alcune pazienti del reparto di Kernberg le cui parole venivano interpretate dallo staff come l’indice di un’aggressività e una rabbia inconsce. In queste situazioni però le interpretazioni dello staff di Kernberg non sembravano riflettere l’effettiva intenzionalità delle pazienti e si configuravano piuttosto come una deriva interpretativa che potremmo definire “illativa”.

Quando l’interpretazione diventa illazione il testo del paziente può venir tradotto dal sapere dell’operatore in un altro testo.

Le parole del paziente, così come i suoi sintomi, vengono ascoltate a partire dal sapere dell’operatore: si potrebbe verificare una sorta di traduzione da un codice all’altro dove alla fine il testo del paziente può ridursi a mero oggetto dell’indagine del sapere “psi” (Su questi temi risulta fondamentale M. Recalcati, La pratica del colloquio clinico. Una prospettiva lacaniana, Cortina, Milano 2017).

Incontrare il borderline

In tutto il suo lavoro la Linehan ha voluto promuovere un modello in cui la teoria degli specialisti “psi” non ammutolisse la verità dei pazienti.

Nonostante questa preoccupazione etica ed epistemologica non possiamo dire però che il modello DBT non rivesta di una certa verità i fatti clinici.

La differenza con il modello Kernberg risulta comunque sostanziale perché un conto è supporre alla base della psicopatologia borderline un’aggressività innata come fa Kernberg e ben altro invece è concepire la questione clinica del borderline come il frutto della disregolazione emotiva.

Per qualche spunto in più guarda questo video sullo sciame borderline.

La Linehan concorda con Kernberg nel ritenere fondamentale la presenza di un ambiente invalidante nello sviluppo psicopatologico dei soggetti borderline, però si distacca notevolmente dalla concezione di un’aggressività innata: “Kernberg crede che la componente biologica sia un’aggressività innata, io ritengo si tratti della disregolazione emotiva, mentre concordiamo sull’esistenza di un ambiente avverso” [M.M. Linehan (2020), Una vita degna di essere vissuta, trad. it. N. Morra, Cortina, Milano 2021, p. 359].

Supporre disregolazione emotiva anziché aggressività predispone inoltre il clinico ad un atteggiamento terapeutico molto diverso.

Nel modello della DBT il borderline va dunque aiutato a superare la disregolazione emotiva ed è un’esperienza molto dinamica perché è “come tentare di insegnare a una persona come costruire una casa che resista ai tornado – proprio mentre ce n’è uno in corso” [M.M. Linehan (2020), Una vita degna di essere vissuta, p. 212].

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Per qualche spunto in più guarda questo video sull'essere intercessori dell'evento.

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