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Adolescenza, educazione e famiglia

La psicoanalisi ha mostrato come la patologia mentale sia essenzialmente patologia del rapporto con sé stessi e con il mondo che si incontra.

Intersoggettività e sviluppo psichico

Con il termine realtà psichica (Realität) non si intende semplicemente l’oggetto di studio della psicologia, ma si sottolinea ciò che l’uomo esperisce come «una particolare forma di esistenza che non deve essere confusa con la realtà materiale (Wirklichkeit)» [ S. Freud (1899), L’interpretazione dei sogni, in Opere, vol. 3, Bollati Boringhieri, Torino 1967, p. 564].

La psicoanalisi ha mostrato come la patologia mentale sia essenzialmente patologia del rapporto con sé stessi e con il mondo che si incontra. Sebbene la teoria freudiana abbia generato una molteplicità di prospettive teoriche e applicative, esiste ancora oggi la convinzione che le prime relazioni intersoggettive giochino un ruolo rilevante nello sviluppo della personalità.

Indice

Psicoanalisi e teoria dell'attaccamento

In ambito psicoanalitico gli scritti di Peter Fonagy meritano una notevole attenzione, poiché tentano di coniugare l’eredità psicoanalitica con i più moderni studi del cognitivismo, della teoria dell’attaccamento e dell’infant research. In particolare, Fonagy propone di individuare una possibilità di dialogo fra la teoria dell’attaccamento e la psicoanalisi, corpus teo­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­ri­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­ci che pur essendosi evoluti in modi epistemologicamente diversi, affondano le radici in un terreno comune [Cfr. P. Fonagy (2001), Psicoanalisi e teoria dell’attaccamento, Cortina, Milano 2002].

La riconsiderazione critica dei contributi di entrambi i paradigmi gli consente di evidenziare quattro punti di sovrapposizione epistemologica:

1) l’importanza che riveste la realtà psichica per la comprensione dell’esistenza umana;

2) l’enfasi posta sulle prime fasi di vita nello studio della formazione delle modalità percettive ed esperenziali che accompagnano l’uomo nel suo percorso evolutivo;

3) l’attenzione rivolta alla sensibilità materna, considerata come il fattore principale per lo sviluppo del Sé;

4) infine la tesi secondo cui la motivazione a stabilire delle relazioni è un bisogno primario del bambino.

La convergenza in un’unica prospettiva di fondo conduce così verso una compenetrazione di paradigmi, che si rivela in particolar modo fertile nello studio della «funzione riflessiva».

La funzione riflessiva, o mentalizzazione 

La funzione riflessiva, o mentalizzazione, è l’acquisizione evolutiva che consente al bambino di comprendere i propri stati mentali e di attribuire significatività al comportamento umano. La funzione riflessiva è una capacità biologicamente fondata, ma può svilupparsi solo in una cornice relazionale che consente al bambino di esplorare la mente dell’Altro, affinché possa scoprire sé stesso, per la prima volta, nell’atteggiamento intenzionale che l’Altro gli attribuisce. La naturale espe­rienza di realtà psichica può essere così concettualizzata non come una proprietà innata dell’uomo, ma come l’esito di un percorso evolutivo, un percorso che è sempre legato alla relazione con l’Altro.

Mentalizzazione e psicopatologia

Il concetto di mentalizzazione è utilizzato per comprendere e spiegare lo sviluppo psicopatologico dei soggetti borderline. La mentalizzazione consiste nella capacità di dare un senso implicito ed esplicito a sé stessi e agli altri nei termini di vissuti soggettivi e di stati mentali (per es. desideri, emozioni e credenze). Si tratta di un’attività mentale prevalentemente preconscia e immaginativa, e in buona parte si configura come una reazione emotiva intuitiva. La mentalizzazione è resa possibile dalla simultaneità di esperienza e interpretazione della vita emotiva.

La consapevolezza che il nostro comportamento sia guidato da uno stato mentale garantisce un senso di continuità e di controllo che risulta fondamentale per la nostra possibilità di essere soggetti d’esperienza.

La capacità di comprendere il comportamento degli altri in termini di affetti e pensieri è uno dei maggiori risultati dello sviluppo psicologico ed è reso possibile da relazioni di attaccamento sicuro. La nostra comprensione degli altri è strettamente connessa all’esperienza, avvenuta durante l’infanzia e la prima giovinezza, di essere stati adeguatamente capiti dalle persone che si prendevano cura di noi. Di conseguenza, lo sviluppo della capacità di mentalizzazione dipende dalle vicissitudini relazionali che hanno caratterizzato i primi anni di vita.

 

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