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Psicoanalisi lacaniana

Il triangolo del transfert

Il triangolo del transfert

Per comprendere la complessità della relazione terapeutica possiamo concettualizzare il transfert rappresentandolo attraverso la figura di un triangolo. Ogni lato del triangolo rappresenta un asse relazionale che vede impegnati tanto il paziente (analizzante) quanto il terapeuta (analista) nel lavoro dell'inconscio.
Nel mio libro sulla teoria e la tecnica della psicoanalisi lacaniana ho preso in prestito la concettualizzazione del triangolo del transfert da Jacques-Alain Miller che l'aveva illustrata nel Corso "Les us du laps" tenuto al Dipartimento di Psicoanalisi dell'Università di Parigi VIII nell'anno accademico 1999-2000 (lezione del 17 novembre 1999).
 
Sui vertici del triangolo collochiamo dunque l'analizzante, l'analista e l'inconscio (e proviamo a immaginare le linee che collegano queste tre parole).

Transfert significato, inconscio, analista e analizzante, triangolo del transfert

Il triangolo raffigura le diverse sfaccettature del movimento transferale. L’analizzante si muove su due lati: l’asse verso l’analista e l’asse verso l’inconscio.
L’analista a propria volta è impegnato da un lato nella relazione intersoggettiva con l’analizzante e dall’altro deve fare spazio all’inconscio del paziente.

Sull'asse analizzante-analista osserveremo il movimento della relazione terapeutica dove l'analista può ricoprire o il ruolo dell'Altro della domanda oppure può farsi sembiante dell'oggetto piccolo a.
 
Sull'asse analizzante-inconscio viene attivato quel movimento soggettivo che in ambito lacaniano viene chiamato soggetto-supposto-sapere.
 
Sull'asse analista-inconscio possiamo collocare le interpretazioni che l'analista compie sulle parole del paziente. Quando l'analista svolge una funzione ermeneutica mette in evidenza il senso inconscio veicolato dalle parole del paziente. In questo primo caso diciamo che l'interpretazione ha il valore di una punteggiatura del testo dell'analizzante. Quando invece l'analista fa emergere la portata emotiva-affettiva del discorso del paziente sta compiendo quello che, in ambito lacaniano, viene definito "taglio".
 
Taglio e punteggiatura sono allora i due movimenti che l'analista compie sul lato del triangolo che lo collega all'inconscio del paziente. Il taglio punta a far emergere il trauma del Reale dell'inconscio, la punteggiatura invece la trama del Simbolico.
 
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