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Transfert e controtransfert

Transfert e controtransfert: le differenze

Le differenze tra transfert e controtransfert riguardano il diverso coinvolgimento del paziente e del terapeuta nella cura psicoanalitica.

Transfert

Il transfert si configura innanzitutto come il movimento affettivo e relazionale che spinge il paziente a riproporre con il terapeuta le stesse aspettative e le stesse modalità relazionali che il soggetto aveva sperimentato in passato con le figure più significative della sua vita, in particolare con i genitori. Da questo punto di vista il transfert è una ripetizione della relazione inconscia tra soggetto e Altro (l'Altro con la A maiuscola indica l'insieme delle persone importanti nel corso della propria vita, in primo luogo i genitori).

Nella dinamica relazionale del transfert vanno però sottolineate delle differenze, infatti il transfert non è soltanto ripetizione ma è anche un movimento di rielaborazione della ripetizione.

In una cura psicoanalitica il transfert si manifesta come ripetizione ma anche come occasione per trasformare la ripetizione. Le differenze interne al transfert mostrano l’inciampo della ripetizione e lo slancio di un lavoro trasformativo.

Controtransfert

Il controtransfert riguarda i pensieri, le fantasie e i vissuti emotivi che il terapeuta prova verso il paziente. Anche all'interno del controtransfert ci sono delle differenze, infatti possiamo distinguere un primo significato del controtransfert in quanto riemersione di vissuti emotivi irrisolti del terapeuta, cioè quello che il terapeuta sente riguarda innanzitutto delle questioni irrisolte della sua soggettività.

In questa prima accezione il controtransfert parla più della verità inconscia del terapeuta che della verità del paziente. Prendere questa prima forma di controtransfert come una bussola per comprendere il paziente può indurre in gravi errori clinici. Se il terapeuta si affida al suo controtransfert rischia infatti di confondere le sue questioni irrisolte con quelle del paziente. Su questa scia emotiva il terapeuta può far scadere la relazione con il paziente sul piano di una falsa empatia.

L'analisi personale, e le supervisioni, sono l'occasione affinché nella sua formazione il terapeuta possa maturare la capacità (etica e metodologica) di sostare con il paziente senza sovrapporre la sua verità a quella che emerge dalla presenza e dal discorso del paziente.

Esiste un'altra accezione del controtransfert che mette in luce quanto le reazioni emotive del terapeuta possano essere degli indicatori utili per comprendere meglio il paziente. In questa seconda accezione il controtransfert consente al terapeuta di sintonizzarsi con la verità inconscia del paziente e con il momento particolare della cura che entrambi, terapeuta e paziente, stanno attraversando.

 

Nicolò Terminio è Psicologo e Psicoterapeuta a Torino. È specializzato nella cura di ansia, cura attacchi di panico, cura depressione, cura anoressia, cura bulimia e obesità, cura gioco d’azzardo patologico e cura disturbo borderline di personalità a Torino.
Nicolò Terminio, psicoterapeuta e dottore di ricerca, lavora come psicoanalista a Torino.
La pratica psicoanalitica di Nicolò è caratterizzata dal confronto costante con la ricerca scientifica più aggiornata.
Allo stesso tempo dedica una particolare attenzione alla dimensione creativa del soggetto.
I suoi ambiti clinici e di ricerca riguardano la cura dei nuovi sintomi (ansia, attacchi di panico e depressione; anoressia, bulimia e obesità; gioco d’azzardo patologico e nuove dipendenze) e in particolare la clinica borderline.

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