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Complesso di Edipo significato

Complesso di Edipo: significato

Il significato del complesso di Edipo (o edipico) riguarda un insieme di affetti e desideri che il bambino nutre verso i propri genitori.

Il significato del complesso di Edipo nelle Opere di Freud deriva dalle vicende narrate nella tragedia Edipo re di Sofocle. Il concetto del complesso di Edipo ha anche un significato estremamente personale per Freud, si tratta infatti di un concetto che scaturisce direttamente dalla sua autoanalisi. In una delle sue lettere a Fliess (15 ottobre 1897), Freud scrive: "si comprende il potere avvincente dell'Edipo re. [...] la saga greca si rifà a una costrizione che ognuno riconosce per averne avvertita in sé l'esistenza".

Classicamente il significato del complesso di Edipo consiste nel fatto che il bambino o la bambina desidera la morte del rivale, rappresentato dal personaggio dello stesso sesso, e desidera sessualmente il personaggio del sesso opposto.

Il caso più semplice del complesso di Edipo si struttura quando il bambino di sesso maschile sviluppa assai precocemente un investimento oggettuale per la madre, un investimento che prende origine dal rapporto con il seno materno e che prefigura il modello della scelta oggettuale di tipo “per appoggio”. Diversamente il bambino si impossessa del padre mediante identificazione. Da un lato quindi una scelta oggettuale per appoggio (verso la madre) e dall’altro invece una relazione fondata sul processo di identificazione (con il padre).

Per il bambino le due relazioni con il padre e con la madre per un certo periodo continuano parallelamente fino a quando con il rafforzarsi dei desideri sessuali verso la madre e con la constatazione che il padre costituisce un impedimento alla realizzazione di questi desideri, si genera il complesso di Edipo.

Da questo momento l’identificazione con il padre assume per il bambino una coloritura ostile, il bambino sente infatti il desiderio di toglierlo di mezzo per sostituirsi a lui e prendere il suo posto nella relazione con la madre. In questo snodo il comportamento verso il padre diventa ambivalente e sembra quasi che l’ambivalenza, che era già contenuta nell’iniziale identificazione, diventi più esplicita. Il bambino assume dunque un atteggiamento ambivalente verso il padre e l’aspirazione oggettuale è esclusivamente affettuosa verso la madre.

Con la fine del complesso di Edipo deve essere abbandonato l’investimento oggettuale materno. Al suo posto possono prodursi due forme di identificazione: o un’identificazione con la madre o un rafforzamento dell’identificazione con il padre. Freud considera generalmente più normale quest’ultima soluzione perché consente di mantenere in una certa misura la relazione affettuosa con la madre e allo stesso tempo risulterebbe consolidata la mascolinità nel carattere del maschietto. In modo del tutto analogo l’impostazione tipica della bambina può risolversi nel rafforzamento o nell’installazione dell’identificazione con la madre che è destinata a consolidare il carattere femminile della bambina.

Questo è il significato del complesso di Edipo "nella sua forma semplice e positiva". Accanto a questa "semplificazione e schematizzazione" Freud aggiunge altre osservazioni che ampliano il significato e i destini delle esperienze edipiche. A questo proposito Freud formula l'idea di un complesso di Edipo "più completo" dove "il carattere triangolare della situazione edipica" si intreccia con la "bisessualità costituzionale dell'individuo" (cfr. L'Io e l'Es 1923, p. 494 - ed. it.).

Possono verificarsi dei casi in cui le identificazioni portino all’interno dell’Io l’oggetto abbandonato. Per esempio, può accadere che la bambina, dopo che ha dovuto rinunciare al padre come oggetto d’amore, fa emergere la propria mascolinità identificandosi con il padre anziché con la madre. In questi casi rimane quindi un rapporto inconscio con l’oggetto perduto (il padre) attraverso l’identificazione.

Analogamente, per effetto della bisessualità originaria del bambino, può accadere che il maschietto “non manifesta soltanto una impostazione ambivalente verso il padre e una scelta oggettuale affettuosa verso la madre, ma si comporta contemporaneamente anche come una bimba, rivelando una impostazione di femminea tenerezza rivolta al padre e la sua corrispondente impostazione gelosa-ostile verso la madre” (cfr. L'Io e l'Es 1923, p. 495 - ed. it.).

Il risolversi del complesso edipico in un’identificazione con il padre o con la madre sembra dipendere per entrambi i sessi dall’intensità relativa delle due impostazioni sessuali. Freud fa notare che le difficoltà che si incontrano nel comprendere fino in fondo le scelte oggettuali e le identificazioni primitive sono dovute a questo intervento della bisessualità.

Per Freud il significato del complesso di Edipo risiede nel fatto che la struttura triangolare del legame tra bambino, madre e padre costituisce l'impalcatura identificatoria e relazionale degli investimenti libidici e delle scelte oggettuali che orienteranno lo sviluppo del soggetto. Il significato del complesso di Edipo risulta dunque centrale per la psicoanalisi perché pone le basi per la scelta oggettuale e per le identificazioni del soggetto.

Secondo Freud il complesso di Edipo raggiunge il momento di maggiore intensità tra i tre e i cinque anni. Il tramonto del complesso edipico segna il passaggio al periodo di latenza. Successivamente, nel periodo in cui sopraggiunge la pubertà, le questioni che animano il complesso di Edipo ritornano ad essere attuali per il soggetto.

Nell'adolescenza il soggetto, spinto dalla trasformazione pulsionale del suo corpo, si trova nuovamente alle prese con il complesso d'Edipo perché nel momento in cui si apre alla vita deve fare i conti con i condizionamenti edipici che affiorano dal suo inconscio. La comparsa della pubertà apre quindi una sfida evolutiva importante perché per il soggetto diventa fondamentale la scoperta di un proprio desiderio unico e singolare, ma questa scoperta richiede una rielaborazione e un riposizionamento rispetto al significato edipico che fino a quel momento aveva orientato il suo desiderio. Nell'adolescenza il soggetto è impegnato nel passaggio dal desiderio che gravita intorno all'Altro genitoriale a un desiderio che apre nuovi orizzonti al di là di quelli tracciati dalla trama e dal significato del complesso di Edipo.

Nicolò Terminio è Psicologo e Psicoterapeuta a Torino. È specializzato nella cura di ansia, cura attacchi di panico, cura depressione, cura anoressia, cura bulimia e obesità, cura gioco d’azzardo patologico e cura disturbo borderline di personalità a Torino.
Nicolò Terminio, psicoterapeuta e dottore di ricerca, lavora come psicoanalista a Torino.

La pratica psicoanalitica di Nicolò è caratterizzata dal confronto costante con la ricerca scientifica più aggiornata. Allo stesso tempo dedica una particolare attenzione alla dimensione creativa del soggetto.

I suoi ambiti clinici e di ricerca riguardano la cura dei nuovi sintomi (ansia, attacchi di panico e depressione; anoressia, bulimia e obesità; gioco d’azzardo patologico e nuove dipendenze) e in particolare la clinica borderline.

Come psicologo svolge attività di consulenza per enti e associazioni, non solo di Torino, rivolte alla formazione di giovani, educatori e famiglie.


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