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Adolescenza, educazione e famiglia

 Il bambino e il nodo genitoriale

Il bambino e il nodo genitoriale

Il bambino rappresenta la verità del legame che unisce i due genitori. Nella psicoanalisi lacaniana la famiglia è una struttura complessa per opera della quale ogni soggetto si trova vincolato ad una costellazione originaria i cui elementi si ripetono di generazione in generazione, come il testo di una storia genealogica.[1] La costellazione familiare si costituisce nel racconto di una trama che veicola una tradizione. La famiglia non è mai riducibile ad una unità naturale dove avvie­ne soltanto la riproduzione biologica degli individui, ma è il luogo dove un soggetto incontra il proprio destino, nel bene e nel male.

Il bambino può dunque trovarsi nella posizione di rappresentare la verità del legame che unisce i due genitori.[2] Ciò che un figlio eredita non è solo il patrimonio genetico, ma la declinazione particolare con cui la parola del padre viene accolta dalla madre e il posto che la madre ha riservato alla funzione paterna.

«Noi diciamo che la situazione che più dà una norma al vissuto originale del soggetto moderno, in quella forma ridotta che è la famiglia coniugale, è legata al fatto che il padre si ritrova il rappresentante, l’incarnazione di una funzione simbolica che condensa ciò che c’è di più essenziale nelle altre strutture culturali, vale a dire i godimenti quieti e tranquilli, o meglio simbolici, culturalmente determinati e fondati, dell’amore della madre, cioè del polo a cui il soggetto è legato con un legame, questo sì, incontestabilmente naturale. L’assunzione della funzione paterna suppone una relazione simbolica semplice, in cui il simbolico ricoprirebbe pienamente il reale».[3]

Ciò che risulta cruciale nella prospettiva di Lacan è il nodo strutturale tra simbolico e reale, ossia ciò che fa del corpo-organismo (Körper) un corpo vissuto (Leib). Questo nodo si iscrive grazie alla funzione paterna e al significante del «Nome-del-Padre».
 
 
 
 

[1] Cfr. J. Lacan (1938), I complessi familiari nella formazione dell’individuo, in Altri scritti, cit., pp. 23-84.
[2] Cfr. J. Lacan (1969), Nota sul bambino, in Altri scritti, cit., pp. 367-368.
[3] J. Lacan (1953), Il mito individuale del nevrotico, a cura di A. Di Ciaccia, Astrolabio, Roma 1986, p. 27.

 
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