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Psicoanalisi lacaniana

Il tratto intellettuale del lavoro di Recalcati non si ferma al movimento di decifrazione del nesso tra inconscio e discorso sociale.

L’anima di Jonas e la vita della città

La fondazione di Jonas nel 2003 traduce nel campo istituzionale la nuova apertura teorica formulata da Recalcati nel libro Clinica del vuoto (2002). Si tratta di un testo che allarga l’orizzonte clinico che Recalcati aveva costruito con i suoi precedenti testi sull’anoressia-bulimia.

Nell’atto di fondazione di Jonas Recalcati non è stato però soltanto un clinico che creava una serie di Centri di consultazione e cura che seguivano il modello teorico che aveva elaborato, questo sarebbe stato soltanto un essere dentro il discorso sociale. L’aspirazione di chi oggi lavora come psicoanalista in Jonas, rimanendo fedele all’atto di fondazione, è anche contro il discorso sociale.

Indice

Clinica e politica

Nella pratica psicoanalitica di Jonas la dimensione clinica e terapeutica si intreccia con la funzione critica rispetto al discorso sociale. È questa la visione intellettuale di Recalcati che ritroviamo anche nelle diverse pubblicazioni degli autori-clinici di Jonas: il sintomo del soggetto oltre a essere indice di una scelta soggettiva (inconscia) è anche effetto del discorso sociale dominante.

E se il discorso sociale assume la struttura del discorso del capitalista allora l’atto clinico di istituire il discorso dell’inconscio diventa in un solo momento non soltanto un intervento individuale, familiare o di gruppo, ma anche un atto politico.

Inconscio e discorso dell'Altro

I lettori di Recalcati sanno che il nesso inscindibile tra inconscio e discorso sociale costituisce una delle cifre caratteristiche del suo lavoro, ed è proprio questa una delle ragioni che ha permesso alla sua prospettiva teorico-clinica di diventare così importante per intendere le trasformazioni antropologiche e politiche che stanno avvenendo nella nostra epoca.

La versione recalcatiana della psicoanalisi sottolinea che il lavoro di un analista deve essere sempre collegato al rumore di fondo della città e al fluire delle dinamiche sociali.

Se si smarrisce il nesso tra inconscio e società si perde l’essenza della pratica psicoanalitica perché è pur vero che il divano dell’analista accoglie un soggetto per volta, ma non esiste un soggetto senza l’Altro e durante una cura psicoanalitica l’inconscio fa ingresso anche come discorso dell’Altro.

Ma è importante ricordarsi che il tratto intellettuale del lavoro di Recalcati non si ferma al movimento di decifrazione del nesso tra inconscio e discorso sociale. Possiamo cogliere la specificità dell’impegno intellettuale di Recalcati solo se osserviamo la traduzione dell’elaborazione teorico-clinica in architettura istituzionale.

 

Per un approfondimento sul cammino psicoanalitico di Massimo Recalcati si veda l'Introduzione a Massimo Recalcati. Inconscio, eredità, testimonianza di Nicolò Terminio.

 

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