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Articolo - Plexus. Semestrale Scientifico Online, 2015
In questo lavoro viene presentato uno studio su una singola seduta di gruppo condotta da Salomon Resnik nella comunità terapeutica Fermata d’Autobus. La comunità ospita pazienti con doppia diagnosi. La seduta è stata videoregistrata e su di essa sono stati compiuti tre livelli di analisi. Il primo livello riguarda le osservazioni di due terapeuti presenti durante la seduta con Resnik. Il secondo livello comprende le osservazioni compiute da un gruppo di psicoterapeuti che hanno visto la videoregistrazione della seduta. Il terzo livello prova a mettere insieme i primi due. Le conclusioni a cui giunge questo studio riguardano l’opportunità per una istituzione di cura di accogliere la visita di “un analista di passaggio”, in modo da mantenere un contatto generativo con la dimensione del perturbante.

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Articolo - Comprendre, 2014, 24, pp. 203-216
Il legame tra fenomenologia e psicoterapia non è scontato, sebbene la psicopatologia fenomenologica si sia configurata sin dai suoi albori come un’innovazione epistemologica e metodologica dell’incontro con il malato mentale. L’orientamento fenomenologico in psicopatologia pone in rilievo la dimensione del vissuto soggettivo: la malattia mentale non viene osservata dall’esterno come se fosse un mero fenomeno biologico, ma viene interrogata come l’indice semantico del percorso esistentivo di un paziente. La centralità della persona costituisce dunque il carattere peculiare dell’approccio fenomenologico in psicopatologia. In tale cornice epistemologica viene infatti privilegiato un vertice di osservazione che intende superare i limiti dell’organicismo aprendo nella malattia mentale un orizzonte di senso in grado di illuminarci su ciò che rende umano l’essere umano. In tal senso la psicopatologia fenomenologica va intesa come una “psicologia del patologico”, dove l’obiettivo centrale dell’analisi clinica si traduce in un percorso esplorativo sulle condizioni di possibilità dell’esperienza umana.

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Capitolo Libro - Quale omogeneità nei gruppi?, 2013
Nelle pagine che seguono intendo approfondire le questioni legate al gruppo, al campo istituzionale e alla psicopatologia dei pazienti della comunità. In particolare cercherò di illustrare in che modo l’appuntamento settimanale del gruppo parola possa svolgere la funzione di un contenitore in grado di assemblare i contenuti che aleggiano nell’atmosfera della comunità. Entra in gioco un fondamentale processo di elaborazione, senza il quale la comunità farebbe fatica a costituirsi come luogo terapeutico. È una questione che diventa ancor più evidente se consideriamo la specifica configurazione psicopatologica che sostiene i problemi dell’alcolismo e della tossicodipendenza. Nel titolo indico appunto il riferimento all’area borderline per sottolineare il funzionamento “classico” del tossicomane. In una comunità la sfida terapeutica consiste innanzitutto nell’evitare la cronicizzazione di un funzionamento che al suo esordio rappresentava la risposta a un trauma, ma che nel tempo è diventato una modalità organizzatrice dell’identità del soggetto. La cura inizia allora quando si riesce a far emergere una possibile discrepanza tra il soggetto e la maschera identitaria che lo rappresenta a se stesso e agli altri. È questo il modo iniziale in cui si presenta, perlomeno nella nostra comunità, la questione dell’omogeneità promossa dal sintomo tossicomanico. 
 
 

Capitolo Libro - Corpi ipermoderni, 2012
In ambito psicoanalitico lacaniano la clinica dell’anoressia-bulimia ha imposto il tema del coinvolgimento dei genitori nella cura delle giovani pazienti anoressico-bulimiche. Tale questione si è rivelata imprescindibile soprattutto in tutte quelle situazioni cliniche in cui sono proprio i genitori a chiedere una cura per le loro figlie. Numerosi lavori di analisti lacaniani hanno considerato il tempo dei colloqui con i genitori come una fase preliminare all’inizio della cura delle pazienti anoressico-bulimiche.  Nelle pagine che seguono cercherò di chiarire in che senso possiamo definire la pratica clinica dei colloqui preliminari come “consulenza generativa”.
 
 

Articolo - Plexus. Semestrale Scientifico Online, 2011
Il testo approfondisce la psicopatologia della tossicodipendenza, ponendo in rilievo la fenomenologia borderline. L’attenzione viene focalizzata sulla configurazione dei legami familiari nei soggetti tossicomani. In particolare viene studiato il dispositivo antropologico del trauma, che si presenta come il nucleo centrale su cui fondare il lavoro terapeutico.
 
 
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