E-mail
info@nicoloterminio.it
Telefono
Via Barbaroux, 9
10122 Torino

Psicoanalisi lacaniana

Se non passiamo attraverso l'esperienza del silenzio non potremo mai vivere il nostro rapporto con l'inconscio.

Altro, immagine, corpo: in ciascuno di questi livelli di esperienza il silenzio si fa segno di una presenza e, al contempo, di un’assenza. La cura psicoanalitica è uno dei modi per esplorare le forme in cui tale presenza-assenza si manifesta nel rapporto con il proprio inconscio. L’inconscio si rivela infatti come parola e silenzio, come eco del passato e come segno ancora muto che attende di essere tradotto in avvenire.

Jacques Lacan e la psicoterapia psicodinamica

Nella prima fase dell’insegnamento di Lacan la parola sembra restituire al soggetto il senso della sua esperienza: la relazione con l’Altro del linguaggio può ricongiungere il soggetto a quel capitolo che era rimasto censurato nell’inconscio. Nelle successive scansioni del percorso di Lacan però il luogo del soggetto viene diviso e separato dalla possibilità di realizzarsi in modo esaustivo nella parola.

Il cammino psicoanalitico di Massimo Recalcati attraversa l'insegnamento di Jacques Lacan mettendo in luce l'intreccio fecondo tra desiderio e godimento.

Nel libro L'uomo senza inconscio troviamo due aspetti principali dell’opera di Massimo Recalcati. In esso il rapporto soggettivato con il testo di Lacan è strettamente intrecciato con un modo di essere psicoanalisti che è sensibile ai temi e ai problemi della contemporaneità. In quel libro Recalcati supera la mera ripetizione dei concetti lacaniani e mantiene un rapporto insaturo con il Reale della contemporaneità. Studia e approfondisce Lacan e al contempo lo usa come trampolino di lancio per dire qualcosa in prima persona sulle questioni cliniche e sociali che affronta nel suo lavoro quotidiano.

Un vero atto e una vera scelta contemplano l’attraversamento del silenzio che indica una verità assoluta, absoluta perché ancora sciolta da ogni trama.

Un elemento centrale della vita del nevrotico è la necessità di essere riconosciuto dall’Altro. Il soggetto nevrotico non chiede di essere riconosciuto come soggetto in quanto tale, desidera piuttosto essere riconosciuto nella sua particolarità di soggetto desiderante.

L’angoscia è un’esperienza fondamentale per cogliere la propria posizione soggettiva nei confronti del desiderio dell’Altro.

«L’angoscia che cos’è? Abbiamo scartato che si tratti di un’emozione. Per introdurla dirò che è un affetto. […] Quel che invece ho affermato dell’affetto è che non è rimosso. […] A essere rimossi sono i significanti che lo ancorano. Il rapporto dell’affetto con il significante necessiterebbe un intero anno di teoria degli affetti» (Lacan, Il seminario, Libro X, L’angoscia, 1962-1963, p. 17).

nicolo-terminio-psicologo-psicoterapeuta-torino.png
Contatti
Via Barbaroux, 9
10122 Torino

info@nicoloterminio.it

+39 011 0437843

Continuando la navigazione accetti l’utilizzo dei cookies.

Approvo
© 2020 Nicolò Terminio
P. Iva 01754780854
home  sitemap  privacy  cookie  seo