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Psicoanalisi lacaniana

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La sublimazione esprime la capacità di dare forma al Reale della pulsione.

Man mano che sono andato avanti nella mia pratica clinica e nell’approfondimento dei temi legati alla ricerca in psicoterapia, mi sono accorto che la specificità della ricerca psicoanalitica consiste nell’organizzare il testo cercando di compiere un atto verso il lettore o verso l’ascoltatore.

Bisogna considerare la scrittura nel suo farsi, non soltanto come il veicolo della verità, ma come ciò che fa emergere la verità.

La scrittura dell’esperienza clinica tocca il rapporto tra oralità e scrittura, ma anche quello tra esperienza e linguaggio. La scrittura dell’esperienza clinica non riguarda solo la scrittura del caso clinico, ma tocca tutte quelle pratiche che contornano il lavoro quotidiano di tanti operatori che si muovono nell’ambito di servizi e istituzioni dedicate alla cura psichica.

Il destino del soggetto non è del tutto scritto nelle tracce inconsce che rievocano il passato. L’inconscio non è solo un passato, ma anche un avvenire.

Possiamo dire che i soggetti nevrotici si rifugiano nel proprio Io perché si difendono dall’esperienza dell’inconscio e non vogliono assumersi la responsabilità del proprio desiderio.

Il compito dell’analisi è allora quello di introdurre qualcosa di irreversibile nella vita delle persone, consentendo così di fare l’esperienza della perdita di padronanza che non è soltanto un rischio ma anche un’opportunità evolutiva.

I sintomi ossessivi e la conversione isterica mostrano risposte diverse alla stessa incidenza della vita pulsionale.

Isteria e nevrosi ossessiva possono essere concettualizzate come due declinazioni diverse della struttura nevrotica, ciò non vuol dire però che siano due linguaggi differenti o due codici contrapposti. Si tratta piuttosto di una torsione che viene impressa alla stessa struttura di linguaggio.

È quanto ci fa notare Freud in un passaggio del Caso clinico dell’uomo dei topi quando sottolinea che la nevrosi ossessiva non sarebbe altro che una sorta di dialetto dell’isteria.

Il Reale rimane sempre come un detrito mnestico e corporeo che nessuna elaborazione simbolica può corrodere fino in fondo.

Nella vita di una persona l’esperienza del Reale non si lascia insabbiare in nessun romanzo familiare, il Reale rimane sempre come un detrito mnestico e corporeo che nessuna elaborazione simbolica può corrodere fino in fondo. Il Reale non può essere trasformato per via metaforica in un elemento che restituisce un più di senso, si configura semmai come una sottrazione di senso e come una interruzione della trasmissione semantica assicurata dalla trama del linguaggio.

Il pensiero clinico di Massimo Recalcati risulta fondamentale per comprendere l'anoressia-bulimia e gli altri nuovi sintomi.

Il pensiero clinico di Massimo Recalcati risulta fondamentale per comprendere l'anoressia-bulimia e gli altri nuovi sintomi che rientrano nella clinica del vuoto.

In numerosi studi clinici Recalcati ha mostrato che nella cura dei nuovi sintomi l’interpretazione semantica non riesce a scongelare l'olofrase che caratterizza il discorso del soggetto. L’intervento decisivo con i nuovi sintomi è il maneggiamento della relazione terapeutica: la relazione terapeutica diventa più efficace dell’interpretazione.

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