Psicopatologia, inconscio e linguaggio
La psicopatologia è una disciplina che organizza il sapere sui sintomi, le malattie e le sindromi che caratterizzano l’esperienza mentale dell’essere umano.
La psicopatologia riguarda anche quelle forme sintomatiche che sono collegate o sono espressione della vita mentale.
Psicopatologia
La psicopatologia riguarda uno dei quattro ambiti principali della formazione psicoterapeutica. Al di là delle singole specificazioni nelle varie materie indicate nei programmi didattici, ogni percorso di formazione psicoterapeutica riguarda quattro macroaree:
- Psicopatologia
- Processo diagnostico
- Costruzione del progetto terapeutico e conduzione della cura
- Ricerca e scrittura del caso clinico
Occorre ricordare che ogni psicopatologia presuppone una teoria del soggetto, un’antropologia.
E ogni antropologia è espressione di una teoria del linguaggio, cioè dell’idea che ci siamo fatti di cosa implichi il linguaggio nella esperienza umana. Ciò che definisce la specificità degli esseri umani discende dall’essere degli esseri parlanti.
Inconscio e linguaggio
C’è una frase di Lacan che è molto nota: “l’inconscio è strutturato come un linguaggio”. Attraverso questa frase Lacan intendeva sottolineare che la vita dell’inconscio non è fatta soltanto da emozioni o spinte pulsionali che si presentano in modo irrazionale, ma è costituita anche da diverse concatenazioni di parole, schemi relazionali e pattern simbolici che sono organizzati come una struttura.
In ogni struttura un elemento trova significatività a partire dalla rete di relazioni in cui è inserito.
Questi elementi nel lessico lacaniano sono indicati con il termine “significanti”. Ovviamente si tratta di un termine che viene preso in prestito dalla linguistica. In linguistica il segno va distinto nella dimensione del significato e in quella del significante.
Il linguaggio ha un inconscio?
Alle osservazioni di Lacan sulla struttura linguistica dell’inconscio possiamo aggiungere un’ulteriore riflessione del filosofo Agamben che rovescia la prospettiva di Lacan considerando che non è soltanto l’inconscio a essere strutturato come un linguaggio, ma è anche il linguaggio che è caratterizzato dall’inconscio. Esiste infatti una dimensione inconscia del linguaggio: secondo Agamben l’esperienza del linguaggio è attraversata da una dimensione che si manifesta come un’assenza: esiste qualcosa che riguarda l’essenza dell’atto linguistico che si manifesta come un venir meno, come un perenne sottrarsi, come qualcosa che sfugge e che tuttavia costituisce il fondamento dell’esperienza del linguaggio. Dire che il linguaggio è abitato dall’inconscio vuol dire che il linguaggio non è una dimensione unitaria, coincidente con sé stessa, ma è sempre divisa al suo interno.
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