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Grazie alla luce, alla chiarezza, il maestro apre nuovi orizzonti, ma preserva sempre il mistero.

La luce e l'onda: la creatività a scuola

Il libro La luce e l’onda di Massimo Recalcati è dedicato alla vita della scuola, in particolare alla dimensione creativa che attraversa la scuola.

Attraverso la luce e l’onda Recalcati presenta una metafora che riguarda il discorso dei maestri. I maestri e le maestre portano infatti nell’incontro con gli allievi, all'interno del dispositivo istituzionale della scuola, la luce intesa come la chiarezza che dispiega, che apre nuovi orizzonti, nuovi mondi, nuovi percorsi da esplorare. Una luce che tuttavia non illumina tutto l’esistente, non rischiara tutto, ma preserva il mistero, la dimensione ignota, l’inciampo di ogni sapere. E la testimonianza del maestro è data dal fatto che in questo inciampo, in questo vuoto di sapere, il maestro fa emergere qual è la propria posizione singolare, la propria enunciazione, rispetto a quel sapere che prova a trasmettere.

Grazie alla luce, alla chiarezza, il maestro apre nuovi orizzonti, ma preserva sempre il mistero. Attraverso la sua testimonianza il maestro mostra cosa vuol dire abitare quella zona di transito tra un prima e un dopo, tra un momento in cui si segue il sapere dell’Altro e il momento in cui lo si prova a soggettivare in prima persona.

È proprio la soggettivazione del sapere dell’Altro che il maestro testimonia e che stimola gli allievi a trovare la propria strada e inserirsi in un campo che non è scritto una volta per tutte e che attende che ciascuno partecipi in prima persona. Ecco perché, oltre alla luce, è necessaria l’onda.

L’onda è la prova a cui il maestro espone l’allievo affinché possa avvenire la soggettivazione.

Nell’impatto con l’onda l’allievo è costretto a metterci qualcosa di suo. E quindi il maestro, oltre all’atto della testimonianza, propone agli allievi l’atto dell’esposizione all’onda. In quel momento d’impatto c’è per l’allievo la possibilità di ereditare quel Reale, quel punto di vuoto, quel mistero e anche quel più di vita che caratterizza il rapporto degli esseri umani col sapere e con il proprio destino.

 

Psicoterapeuta Torino
Nicolò Terminio, psicoterapeuta e dottore di ricerca, lavora come psicoanalista a Torino.
La pratica psicoanalitica di Nicolò è caratterizzata dal confronto costante con la ricerca scientifica più aggiornata.
Allo stesso tempo dedica una particolare attenzione alla dimensione creativa del soggetto.
I suoi ambiti clinici e di ricerca riguardano la cura dei nuovi sintomi (ansia, attacchi di panico e depressione; anoressia, bulimia e obesità; gioco d’azzardo patologico e nuove dipendenze) e in particolare la clinica borderline.

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