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Spunti

Nella psicopatologia classica il sentimento di estraneità (BEfremdung) che lo psichiatra prova di fronte all’“estraneazione” (ENTfremdung) del suo paziente è stato il criterio con cui definire l’incomprensibilità della psicosi.

Nella psicopatologia classica il “sentimento di estraneità” (BEfremdung) che un clinico prova di fronte all’“estraneazione” (ENTfremdung) del suo paziente è stato il criterio con cui definire l’incomprensibilità della psicosi. Tale atteggiamento però ha relegato lo psicotico in un mondo a noi estraneo, inaccessibile.

L’analista si fa sembiante dell’oggetto a

Nel transfert il desiderio dell’analista non implica soltanto il passaggio dal Reale al Simbolico. Il desiderio dell’analista introduce anche la dimensione pulsionale dell’inconscio nello scorrere della catena significante. La presenza dell’analista deve mostrare quell’aspetto di interferenza che si insinua nell’autómaton significante per via della tuché del reale. L’analista deve cioè assumere le sembianze di quella parte non simbolizzata che viene indicata dal concetto di godimento.
L’Uno e l'Altro in psicoanalisi

Nella psicoanalisi lacaniana l’Uno è ciò che non si rapporta a niente e rispetto a cui il soggetto si costituisce come risposta che inventa l’Altro. È a tal proposito che diventa più opportuno riferirsi non al concetto di soggetto ma a quello di parlessere, termine che Lacan introduce per pensare non al vivente fatto dal rinvio dell’articolazione significante, quanto al vivente fatto dalle incisioni di uno "sciame di significanti" che rappresentano l’irruzione di un godimento non collegato alla trama dell'Altro. Il parlessere non è in rapporto con il linguaggio ma con "lalingua”, altro neologismo lacaniano per indicare lo spostamento dal paradigma Tutto-Eccezione.

Dove l’esistenza non è ancora mondo

Il legame tra fenomenologia e psicoterapia non è scontato, sebbene la psicopatologia fenomenologica si sia configurata sin dai suoi albori come un’innovazione epistemologica e metodologica dell’incontro con il malato mentale. L’orientamento fenomenologico in psicopatologia pone in rilievo la dimensione del vissuto soggettivo: la malattia mentale non viene osservata dall’esterno come se fosse un mero fenomeno biologico, ma viene interrogata come l’indice semantico del percorso esistentivo di un paziente.
L’invenzione della coppia

Il legame di coppia è il frutto inedito di un incontro che presuppone la riformulazione della propria eredità familiare. Sebbene ci sia un salto tra una generazione e la successiva, occorre comunque rimescolare e rinnovare i propri cardini familiari nell’ambito del nuovo legame di coppia. L’invenzione della coppia dovrà quindi essere intesa nel doppio senso del genitivo oggettivo e soggettivo.

 La scuola e il cervello playboy

Sappiamo che nei libri di Daniel Pennac l’attenzione viene puntata sul piacere e il desiderio della lettura [Cfr. Come un romanzo (1992) e Diario di scuola (2007)]. Nel libro La scuola raccontata al mio cane (2004) di Paola Mastrocola possiamo invece cogliere delle annotazioni che ci dicono quanto sia importante il senso del dovere. La Mastrocola è contraria a «un eccesso di pennacchismo» che oggi sembra attraversare la scuola, inducendo una prevalenza del piacere sul dovere di leggere.

Umore, emozioni e affetti

L’umore comprende la parte emotiva della nostra esistenza; l’umore entra in risonanza e in dialettica con la dimensione affettiva. L’umore indica uno stato emotivo privo di un "oggetto intenzionale", mentre l’affetto esprime il legame che si istituisce tra le emozioni e un "oggetto intenzionale".
Anoressia e controllo

Le necessità dell’anoressia riguardano essenzialmente il corpo e la relazione con l’Altro. Possiamo infatti individuare nell’anoressia una modalità di autocontrollo che viene applicata al corpo: il corpo viene congelato attraverso un’estenuante disciplina che piega i principi della dieta all’esigenza di un governo totale della mente sul corpo.
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