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Spunti

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Bisogna considerare la scrittura nel suo farsi, non soltanto come il veicolo della verità, ma come ciò che fa emergere la verità.

La scrittura dell’esperienza clinica tocca il rapporto tra oralità e scrittura, ma anche quello tra esperienza e linguaggio. La scrittura dell’esperienza clinica non riguarda solo la scrittura del caso clinico, ma tocca tutte quelle pratiche che contornano il lavoro quotidiano di tanti operatori che si muovono nell’ambito di servizi e istituzioni dedicate alla cura psichica.

La filosofia è un esercizio da praticare in una relazione.

Il libro Cosa si fa quando si fa filosofia? di Rossella Fabbrichesi è scritto “per tutti e per nessuno” e così anche chi non ha dedicato la propria vita alla vocazione filosofica può rintracciarvi alcuni elementi decisivi per la propria pratica. La filosofia viene infatti presentata come un sapere vivente che trova la propria specificità nel suo farsi, nel suo prendere corpo in una serie di pratiche che trasformano il sapere in opera viva.

La coscienza riflessiva è il livello più sofisticato e presuppone uno stato di vigilanza adeguato e un ancoraggio nel sentimento di sé.

Nella prospettiva fenomenologico-dinamica la coscienza può essere definita come una “vulnerabile regia dell’esserci” (G. Stanghellini, M. Rossi Monti, Psicologia del patologico. Una prospettiva fenomenologico-dinamica, p. 316). Certamente questa definizione coglie quegli aspetti dell’identità narrativa collegati ai nostri vissuti e in particolar modo al sapore emotivo-affettivo che permea il significato dell’esistenza

Simone Regazzoni si assume il rischio di guardare il male senza giustificarlo come esito di una patologia della psiche.

Conoscete Giulia Rakar? È la protagonista del thriller I segni del male scritto da Simone Regazzoni (Rizzoli 2020). Di professione fa la profiler, ma i suoi colleghi l'hanno soprannominata la "sensitiva". In effetti c'è qualcosa di ultrasensibile nel suo approccio e questo rispecchia la complessità della persona e della sua storia.

Nell’incontro organizzato dal Nuovo SEFIR avevo sviluppato alcune riflessioni sul Covid-19 prendendo spunto dalla mia pratica clinica. Oltre alle parole e ai vissuti dei pazienti che incontro nel mio studio, avevo anche affrontato alcuni temi emersi durante le supervisioni che svolgo per alcune équipe che si occupano della cura delle dipendenze patologiche.

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