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Spunti

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L’azzardo fa sorgere la tensione irresistibile verso qualcosa di cui si avverte in modo inesorabile la necessità.

Dietro il luccichio che contorna il gioco d'azzardo c'è uno sfondo nero che annienta ogni possibilità di ritrovare sé stessi.

I discorsi pubblicitari dei brand che accompagnano la nostra vita provano a sedurci con quelle stesse luci che sembrano prometterci una vita finalmente soddisfatta. Il consumismo va a braccetto con l'azzardo perché fa balenare la possibilità di una pienezza che in realtà non arriverà mai.

Nella psicoanalisi lacaniana la forclusione del Nome-del-Padre indica l'assenza della funzione del Terzo nel rapporto tra soggetto e Altro.

La forclusione del Nome del Padre è il concetto inventato da Jacques Lacan per indicare il nucleo psicopatologico della psicosi.

La psicosi insieme alla nevrosi e alla perversione è una delle tre strutture soggettive. Per concepire la struttura psicotica Lacan ci propone l'esempio di uno sgabello a tre piedi: se manca uno dei tre piedi lo sgabello avrà bisogno di una compensazione o di una supplenza per potersi sostenere. La forclusione del Nome del Padre consiste proprio nell'assenza di uno dei tre piedi.

Nell’angoscia ci sfugge il senso delle intenzioni dell'Altro e non sappiamo più ritrovare la bussola per orientarci in quello che stiamo provando.

L'angoscia si presenta sempre quando ci troviamo di fronte all'enigmaticità del desiderio dell'Altro. L'angoscia ci destabilizza perché non abbiamo punti di riferimento per interpretare cosa l'Altro vuole da noi. Inoltre mentre proviamo angoscia non ci sentiamo padroni del turbamento che offusca i nostri pensieri e invade tutto il corpo.

La sragione rappresenta un’eterogeneità che incrina l’identità della ragione con se stessa.

Nell’uso referenziale del linguaggio l’obiettivo è quello di arrivare alla cosa, mettendo una designazione esatta, un’etichetta per l’oggetto. Ciò ci consente di individuare le cose, di catalogarle, di contarle, di analizzarne la quantità. I dati così acquisiti possono essere poi aggregati mediante procedure statistiche ed essere messi al servizio di previsioni e applicazioni scientifiche. In tal modo i nomi delle cose entrano a far parte della sintassi che definisce i principi di una teoria scientifica.

L’analista si fa sembiante dello stesso oggetto a che viene scartato nel discorso del padrone e che fa da sostegno al fantasma.

Nella prospettiva tracciata da Lacan l’atto analitico si configura come il paradigma dell’atto, compresi gli atti e gli interventi che l’analista compie durante la conduzione della cura. «L’atto psicoanalitico sembra idoneo a riverberarsi con più luce sull’atto, poiché è atto che si riproduce a partire dal fare stesso che esso comanda» [J. Lacan (1969), L’atto psicoanalitico, in Altri scritti, p. 369].

Pontalti oppone al riparo offerto di una ragione assoluta la necessità di pensare alla clinica “caso per caso”.

Come ben sottolinea Corrado Pontalti, lo “stile” e la “persona” del terapeuta sono degli elementi ineludibili nella conduzione della cura e nella valutazione di ogni relazione che cura: il terapeuta non può ripetersi sempre uguale a se stesso, ma deve ogni volta saper declinare il proprio stile terapeutico mantenendo come vincolo etico e scientifico il reale contesto della cura, nonché la singolarità dei soggetti che incontra.

L’affetto esprime il legame che si istituisce tra le emozioni e un "oggetto intenzionale".

L’umore comprende la parte emotiva della nostra esistenza; l’umore entra in risonanza e in dialettica con la dimensione affettiva. L’umore indica uno stato emotivo privo di un "oggetto intenzionale", mentre l’affetto esprime il legame che si istituisce tra le emozioni e un "oggetto intenzionale".
 
Il trauma può essere un'esperienza sconvolgente da cui il soggetto può difendersi costruendosi dei rifugi mentali.

Il trauma evidenzia l’impatto che gli avvenimenti della vita possono svolgere nello sviluppo dell’identità e nell’origine dei fenomeni psicopatologici. Il trauma rappresenta l’alterazione e la disarmonia sempre possibile tra il soggetto e il suo mondo (affettivo, relazionale, fisico, ecc.).

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