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Articolo - Funzione Gamma Journal, 2010, 24, pp. 1-21
The topics presented in this paper[1] aim to answer three questions. The first: what is it that justifies the changes of contemporary psychopathological forms? The second: why resort to the group when treating anorexia and bulimia? The third: when working with patients with eating disorders, which are the factors that make group work therapeutic?
The theoretic approach that will be adopted regarding the subject in contemporary clinical practice is that of psychoanalysis of Lacanian orientation. Particular focus shall be placed on work carried out by the psychoanalyst Massimo Recalcati[2] over the last fifteen years.
The paper develops three main points that are structured in consecutive manner: firstly there will be a brief outline on some aspects of the theory of the subject in J. Lacan (paragraphs 1-2-3); continuing with the Lacanian perspective on new symptomatic issues regarding present day social questions (paragraphs 4-5-6); and lastly I will delineate the essential coordinates of psychotherapeutic strategies that are used in the preliminary treatment of the “new symptoms” (paragraphs 7-8-9-10).
 
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Capitolo Libro - Ritratti della nuova clinica , 2010
Nell’ambito della teoria e clinica dell’anoressia-bulimia Recalcati propone come strategia di cura l’uso del gruppo monosintomatico. Per schematizzare le nostre argomentazioni sul legame tra teoria, clinica e ricerca in psicoanalisi possiamo procedere articolando cinque domande:
  1. Come affrontare la questione dei preliminari nella clinica dei nuovi sintomi?
  2. Quali sono gli elementi del set(ting) della cura?
  3. In che modo tali caratteristiche possono configurare un dispositivo che abbia effetti terapeutici sui nuovi sintomi?
  4. E che cosa si intende per effetti terapeutici?
  5. Sulla base dell’esperienza clinica relativa al gruppo omogeneo, quali sono i processi psichici che si possono inferire a partire dall’osservazione dei fenomeni?
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Un percorso di lettura
In questo testo illustrerò in modo sintetico cosa dicono le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sull’educazione sessuale. Il mio obiettivo è quello leggerle in modo critico e senza averne paura, cercando di mostrarne limiti e opportunità. In un primo passaggio darò qualche coordinata di un modello psicologico che ci può consentire di mantenere il giusto riferimento relazionale e simbolico nella lettura delle linee guida.

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Recensione pubblicata su doppiozero.com - maggio 2017
Il libro Cosa si fa quando si fa filosofia? di Rossella Fabbrichesi è scritto “per tutti e per nessuno” e così anche chi non ha dedicato la propria vita alla vocazione filosofica può rintracciarvi alcuni elementi decisivi per la propria pratica. La filosofia viene infatti presentata come un sapere vivente che trova la propria specificità nel suo farsi, nel suo prendere corpo in una serie di pratiche che trasformano il sapere in opera viva. Il taglio pragmatico che viene dato al sapere consente di ripercorrere la storia della filosofia recuperandone la valenza politica. La filosofia è un esercizio da praticare in una relazione e può trasmettersi solo attraverso le vie della testimonianza. E nella testimonianza ciò che viene insegnato può essere appreso solo se diventa sapere incarnato: “un maestro ci guida, ma poi dobbiamo riuscire a progredire da soli, senza il suo aiuto, avendo incorporato le verità apprese”.

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Seminario di studio su “Educazione e Genere”, Torino - 26 ottobre 2017
Possiamo comprendere, da un punto di vista psicodinamico, la violenza che uomo esercita su una donna provando a tracciare un possibile percorso che va dalla violenza di genere al riconoscimento dell’alterità. La violenza sulle donne va intesa innanzitutto come una violenza verso il genere umano. In questa piccola annotazione è già presente il richiamo al compito e alla sfida educativa perché così come diceva la pediatra e psicoanalista Françoise Dolto, specializzata nell’infanzia e nell’adolescenza, l’educazione è un processo di umanizzazione della vita.

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